Vai al contenuto
P.I.M.E. LogoPontificio Istituto Missioni Estere 
P.I.M.E. Giappone
Cappella Casa Regionale

Messaggio

Messaggio del primo ministro giapponese al forum di Davos

Giuseppe Cazzaniga

Pontificio Istituto Missioni Estere in Giappone
Il 24 gennaio il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda in un messaggio ai membri del Word Economic Forum (WEF) in Davos (Svizzera), ha detto di essere risoluto ad effettuare riforme amministrative, fiscali e di sicurezza sociale per sostenere la posizione economica del Giappone.
La WEF è un organizzazione internazionale indipendente, impegnata a migliorare la situazione del mondo attraverso il dialogo annuale con personalità del mondo economico, politico e sociale.

Noda, non potendo essere presente di persona, poichè e in corso una sessione della Dieta (parlamento giapponese), si è collegato con l'assemblea di Davos attraverso un video televisivo.
"Io sono convinto, ha detto, che nella società giapponese di oggi, un consenso sociale circa le riforme può essere ottenuto se la politica ha forte volontà e capacità di fare le cose che devono essere fatte". Con questa espressione il primo ministro si è rivolto, indirettamente ma non senza chiarezza, più al popolo giapponese che ai membri del WEF. L'esecutivo, che si trova a dover affrontare senza indugi problemi di grande rilevanza a livello nazionale e internazionale, non ha sicuro sostegno del parlamento: il "partito liberal democratico" (LDP: liberal democratic party) , che attualmente è la maggior forza di opposizione dopo aver tenuto la maggiornza di governo per decenni, e anche alcuni membri del partito di governo DPJ (democratic party of Japan) dissentono dalla linea governativa. Per sbloccare la situazione il premier, con atteggiamento di grande responsabilità democratica, ha invitato tutti i partiti a discutere assieme tra di loro le proposte del governo.

Elaborando il suo pensiero circa le prospettive del Giappone a medio e lungo termine, Noda ha messo a fuoco tre temi, che riassumiamo con le parole partnership, energia rinnovabile, ricostruzione.

Innanzitutto il Giappone, ha detto, mira a promuovere partnerships ad alto livello economico presentando come esempio concreto l'accordo indicato con la sigla TPP (Trans-Pacific Partnership agreement). Ha poi assicurato i partecipanti al forum di Davos che il Giappone continuerà a guidare il mondo nel promuovere l'energia rinnovabile. Non è difficile leggere in questa assicurazione un chiaro, anche se indiretto, messaggio al mondo: la necessità o meglio, il dovere morale di dare priorità all' "energia rinnovabile" su quella nucleare.
Infine ha affrontato il tema della ricostruzione sul quale, soprattutto, i membri del forum desideravano una parola autorevole . Noda è diventato premier in settembre; sei mesi prima , precisamente l'11 marzo, il Giappone è stato vittima del cosidetto "triplice disastro": terremoto e tsunami di forza 9 che hanno portato distruzione e morte sulle spiagge del nord est del paese, e il grave danneggiamento dell'impianto nucleare di Fukushima con fuoriuscita di radiazioni pericolose.

Al riguardo il primo ministro ha detto: "Molte ditte giapponesi si sono riprese a un ritmo stupefacente e la catena di rifornimento si è completamente ristabilita". Inoltre, ha aggiunto, i reattori nucleari dell'impianto di Fukushima hanno raggiunto la situazione di "cold shutdown" verso la fine dell'anno."


Il nucleare fonte pericolosa di energia
La partecipazione del Giappone a Davos si è fatta sentire, oltre che con il video-messaggio di Noda, anche con la presenza del ex primo ministro Naoto Kan, inviato come rappresentante del premier. La sua parola è stata molto attesa, perchè Kan era primo ministro quando è successo il disastro all'impianto nucleare di Fukushima. Ed è stato proprio sul problema del nucleare che l'ex premier ha insistito nel suo intervento.

Egli ha richiesto la creazione di regolamenti internazionali per garantire la sicurezza degli impianti nucleari. È una richiesta che apre una nuova pagina circa il problema del nucleare, che presenta due aspetti: bellico e energetico. Sul primo aspetto del problema la risposta del popolo giapponese è sempre stata un "no" forte e inequivocabile. Il ricordo dell'orribile esperienza dei due bombardamenti atomici su Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (8 agosto) è una ferita che si rinnova ogni anno occasione degli anniversari dei due eventi.

Diverso è stato, almeno fin'ora, l'atteggiamento dei giapponesi circa l'uso pacifico del nucleare. Tutti sanno che nel paese ci sono 54 impianti nucleari che generano il 30% del fabbisogno di energia elettrica; e il fatto era accettato senza troppe discussioni. Dopo il disastro del danneggiamento dell'impianto nucleare di Fukushima il consenso del popolo è in gran parte caduto.
Ma questo è un problema che non riguard solo il Giappone ma tutto il mondo.

Per quanto riguarda le armi nucleari esiste già una legge internazionale per il suo controllo; non cosi' per quanto riguarda l'uso dell'energia nucleare per scopi pacifici. è a questo livello che intervenuto Kan alla conferenza di Davos 2012. "Ci sono regolamenti internazionali per le armi nucleari, ha detto, ma la sicurezza del potere nucleare per generare energia è lasciata alla sovranità di ciascuna nazione", ha detto l'ex primo ministro giapponese parlando con i giornalisti. Kan, che era primo ministro al tempo del "triplice disastro", ha detto che da allora la sua mentalità ècambiata; dopo l'11 marzo ha cominciato a chiedere la fine dell'energia nucleare.
Come primo passo per raggiungere questo traguardo egli ha sottolineato "la necessità di fare un regolamento internazionale per controllare la sicurezza nucleare specialmente in vista di probabili incidenti nucleari e possibili atti terroristici.

La chiesa cattolica da sempre contraria all'uso dell'energia nucleare e, pensiamo, molte altre chiese cristiane accolgono con soddisfazione il suggerimento dell'ex primo ministro giapponese.

P.Giuseppe Cazzaniga
Tokyo, 2012/1/29

Casa regionale

Pontificio Istituto Missioni Estere (P.I.M.E.)
Giappone

6-11-6 Renkoji,
Tama-shi, Tokyo
206-0021 Giappone
Telefono: +81 42 371 9844
Fax: +81 42 371 9624
Accesso

KAKEHASHI "IL PONTE"