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Terremoto apocalittico ed esplosione nucleare affrontati con dignità dal popolo giapponese

Giuseppe Cazzaniga

Pontificio Istituto Missioni Estere in Giappone
Terremoto apocalittico
Nel primo pomeriggio del 11 marzo uno sisma di forza 9 ha scosso il nord est del Giappone, con al centro la città di Fukushima: è stato il più grande terremoto dalla fine del sec. XIX: ha sventrato edifici e messo fuori uso autostrade e porti. Lo tsunami, che ne è seguito, con onde di oltre 7 metri di altezza si è riversato sulle coste per oltre 1200 chilometri, uccidendo centinaia di persone e distruggendo i centri abitati. Anche a Tokyo, che è a oltre 200 chilometri dall’epicentro, gli edifici hanno oscillato. 20.000 le vittime di e e i dispersi. Perpotenza è stato 45 volte più forte del “grande terremoto Tokyo” del 1923 che ha ucciso 140.000 persone e di quello di Kobe del 1995 che è costato la vita di 6.400 persone. Secondo l’agenzia metereologica del Giappone (JMA) è classificato, per potenza di distruzione, al quarto posto a livello mondiale, da quando si è cominciato a registrare i dati degli sismi. Ma “l’assassino” è stato soprattutto lo tsunami. Gli esperti dell’arport Research Institute hanno definito l’ondata micidiale che ha fatto seguito al terremoto una delle più alte e vaste, in quanto a distruzione, nella storia della nazione. Shigeo Takahashi, uno dei maggior esperti dell’istituto, ha detto : “È uno tsunami che avviene una volta ogni cento anni”. Le piste dell’aeroporto di Sendai non sono più visibili perchè coperte da un alto strato di fango: vi emergono detriti di automobili, autocarri, bus e aeroplani. I morti in città, a un primo conteggio, sono stati circa 200, secondo la polizia; secondo i dati degli ufficiali del comune il costo umano del sisma è stato di 185 morti, 741 dispersu e 948 rifugiati.


Immediato intervento del governo e aiuti dall’estero
Il primo ministro Naoto Kan ha immediatamente costituito un quartiere generale per l’emergenza da lui personalmen diretto e ha lanciato un messaggio per calmare l’ansietà della popolazione. “Il governo dedicherà ogni sforzo per garantire la sicurezza dei cittadini, ha detto, e ridurre al minimo le conseguenze. La mia profonda simpatia a tutti coloro che hanno sofferto danni. Esorto tutti ad agire con calma”. Ha immediatamente inviato nelle provincie devastate 100.000 truppe della Sef Defense, ottimamente preparate nella tcnica e nello spirito per l’aiuto alla nazione.

Nel messaggio alla nazione ha detto: “Il terremoyo catastrofico che ha colpito il Giappone chiede all’economia del Paese un immenso sforzo nel processo di ricostruzione”e ha fortemente esortato il popolo a non essere pessimista. Ha poi incontrato Sadakazu Tanigaki, leader del maggior partito di opposizione , chiedendo collaborazione, che è stata immediatamente promessa. Tutti i partiti, sia del governo che dell’opposizione, hanno offerto la massima collaborazione. Come primo atto si sono detti d’accordo di sospendere ogni discussione alla dieta (oarlamento) e decisa una treguea politica, e concentrare ogni sforzo per affrontare assieme l’emergenza del terremoto, il cui poter di distruzione è stato valutato 8000 volte più forte di quello che, il mese scorso ha devastato la città di Christchurch inNuova Zelanda. È stato più violento del famoso terremoto di Tokyo del 1923 (magnitudo 8) che aveva ucciso 143.000 e di quello di Kobe del1955 cittatini (magnitudo 7,5) con 6.400 morti.


La dignità del popolo giapponese.
Nelle zone compite dallo sisma scene di profonda sofferenza e mestizia ma non di agitazione. Queste le immagini trasmesse dalla televisione e le foto dei quotidiani. “ ‘Stoic’ Japan impresses world”, intitola un reportage del “The Japan Times”. L’aggettivo ‘stoic’ non mette in rilievo la dimensione morale e culturale dell’atteggiamento. L’articolisa scrive: “Nonostante le orribili scene di distruzione il Giappone emergerà da questo disastro con forte immagine di una nazione eccezionalmente capace di ricupero che otterrà stima e lodi i livello intrnazionale”

La copertura dei media non ha trasmesso solo le scene di distruzione dello tsunami ma anche le immagini dei giapponesi che mostrano calme mentre camminano tra le rovine in cerca dei familiari scomparsi o in attesa di ricevere quanto è necessario per sopravviviere. E lo Wall Street Journal ha cosi’ concluso un editoriale: “Dopo un terremoto di tale viloenza, che capita una volta ogni 300 anni, i giapponesi sono rimasti calmi in mezzo al caos, mentre organizzavano operazioni di soccorso e salvataggi, guadagnandosi l’ammirazione del mondo”.


L’esplosione della centrale nucleare di Fukushima.
Alle 20,30 del 11 marzo si è vista una colonna di fumo bianco vomitata da uno dei sei contenitori dell’impianto nucleare di Fukushima. La potente scossa sismica di sei ore prima aveva inceppato il sistema di raffredamento di uno dei contenitori delle verghe nucleare. Terrore tra gli esperti: un eventuale meltdown del verghe avrebbe causato la fuoriuscita di radiazioni letale per centinaia di migliaia di cittadini. Poche ore dopo lo stesso disastro si è verificato per altri tre reattori tra i sei del primo impiano nucleare di Fukushima. Le verghe nucleari sono immerse nell’acqua. L’idrogeno, prodotto dal super riscaldamendo dell’acqua , ha fatto eslopere le copertura dei reattori. I militari della Self Defense hanno subito sorvolato i “forni” scoperchiati, versandomi enorme di acqua del mare. Il primo ministro Kan ha ordinato l’evacuazione dei cittadini che abitavano nel raggio di 10 chilometri dalla centrale nucleare chiedendo a quelli che vivono nel raggio di 30 chilometri di non uscire dalle bitazioni per non esporsi alle radiazioni. Per ordine dello stesso premier 750 impiegati al centro nucleare;sono stati fati evacuare; ne sono pero’ rimasti 50 per pompare l’acqua del mare nei forni nucleari.

Lo stesslo fenomeno è successo nei impianti nucleari di Three Mile Island (Pennsylvania, USA) nel 1979 e di Chernobyl (allora Unione sovietica) nel 1986: in ambedue i casi ci sono state contaminazioni radiottive, che a Chernobyl hanno ucciso 30 cittadini I governi delle nazioni euopee hanno consigliato i rispettivi cittadini che vivono in Giappone a lasciare il paese. Consiglio subito accettato, disponibilita di voli aerei permettendolo. Gli esperti dicono che il comportamento clme dei giapponesi ha evitato decine di migliaia di perdite umane.


Contestata la moralità delle centrali nucleari
Il problema delle responsabiità di governo, non sono in Giappone ma in tutto il mondo è evidente. La costruzione di centrali nucleari non e moralmente sosteniblile.

Da Berlino il cancelliere Angela Merkel ha detto: “Gli avvenimenti che sono successi in Giappone ci insegnano che i rischi che consideravamo impossibili di fatto non si possono completament escludere. Se una nazione altamente sviluppata come il Giappone, con un alto livello di sicurezza, non puo’ prevedere (tutte) le consguenze del poere nucleare di un terreoto e tsunami, allora questo fatto ha conseguenze per tutto il mondo”

P.Giuseppe Cazzaniga

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