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La famiglia in Giappone

Ferruccio Brambillasca

Pontificio Istituto Missioni Estere in Giappone
Superiore Regionale
Mi è stato chiesto di parlare della famiglia in Giappone. Cerchero` allora di parlare di questa “famiglia” non dal punto di vista sociologico o politico (in Giappone sul problema della famiglia se ne discute quasi ogni giorno), ma dal punto di vista esperienziale, cioè dal punto di vista di un missionario straniero che vive in questa realtà orientale da diversi anni.

La prima cosa che mi ha colpito profondamente mentre osservavo lo stile famigliare giapponese, è la grande differenza che esiste tra lo stile famigliare cittadino (quello delle grandi città come Tokyo, Osaka, ecc.) e lo stile famigliare delle campagne giapponesi. Avendo vissuto per qualche anno non nella grande città, ma nella periferia, ho notato come in campagna la famiglia sia ancora un grade valore molto salvaguardato. In campagna, potrei affermare, la gente si muove più che a livello personale, cioè come singolo, a livello famigliare. Ad esempio, la struttura delle nostre chiese in campagna è una struttura tipicamente famigliare, dove la gente viene come famiglia, si raduna come una famiglia e dialoga come un`unica famiglia. Se qualcuno è in difficoltà per varie ragioni, subito lo si viene a sapere e subito come chiesa, o meglio come famiglia, si cerca di essere d`aiuto alla persona in difficoltà. Anche i funerali, che in Giappone sono un elemento centrale del legame sociale, se in città molte volte vengono celebrati in modo molto anonimo, nella campagna sono celebrati in casa e sono un forte momento per ritessere i legami famigliari e con il vicinato. Possiamo ben dire che grazie ai legami famigliari la vita nella campagna giapponese è ancora una vita “sana” e profondamente umana, di quell'umano di cui tutti abbiamo bisogno.

Se da un lato la famiglia nella campagna giapponese è ancora un grosso valore, dall'altro lato possiamo dire che la famiglia nelle grandi metropoli giapponesi è un vero problema di cui tutti ne parlano. Televesioni, giornali, politici, scienziati, professori universitari ed altri, come dicevo, ogni giorno discutono sul problema della famiglia, ritenuto da molti la causa di tanti altri problemi che la società giapponese sta affrontando. Tutti sono d`accordo nel dire che la famiglia giapponese non ha più le sue fondamenta come invece aveva nel passato. Il progresso economico sfrenato ha creato nella società giapponese, soprattutto nella famiglia, dei grossi disordini sociali. Per fare alcuni esempi, nelle grandi città giapponesi abbiamo dei mariti o padri di famiglia, che, chiamati ad un lavoro sfrenato e senza interruzioni che devono svolgere in fabbrica, non vedono quasi mai (e questo non è un “quasi” poetico) le proprie mogli o i propri figli. Ancora, figli che tornando a casa dopo la scuola non trovano mai nessuno e, quindi, mangiano sempre da soli, giocano sempre da soli, gurdano la TV sempre da soli. Potete immaginare come un ragazzo che vive in questo modo per diversi anni, dopo un po` di tempo cominci già a prendere medicine per la depressione, oppure si rifuiuti di uscire di casa, oppure nei casi peggiori tenti anche il suicidio. Non parliamo poi degli omicidi che avvengono nelle famiglie per diversi motivi. Ricordo qualche anno fa un`episodio che ha toccato profondamente la coscienza di tutti noi. Un padre settantenne ha ucciso il figlio ventenne per poi prendere i soldi dell'assicurazione del figlio. Cosa incredibile, se poi si pensa che quel padre è un cristiano.

Non vorrei darvi un quadro negativo della società e della famiglia giapponese, ma quelli elencati sono elementi oggettivi e significativi di come una società sviluppata economicamente possa perdere quei valori umani, fondamento per ogni società di ieri e di oggi.

Di fronte a tutte queste problematiche posso dire anche di aver visto concretamente con i miei occhi anche delle realtà famigliari molto belle che insegnano come l'amore famigliare sia ancora presente nel cuore degli uomini e delle donne di questa Terra del Sol Levante. Ho incontrato nelle nostre chiese e non, madri che ogni giorno si dedicano “corpo e anima” al figlio handicappato, mogli che seguono con amore il marito ormai immobile su un letto d`ospedale, mariti anziani e soli che ogni giorno vanno all'ospizio a trovare la moglie che ormai non riesce più a dire una parola o ad esprimere un sentimento con un sorriso. Ricordo tra questi una donna sessantenne che ogni giorno dalle 2 del pomeriggio fino alle 10 di sera, per tre anni di seguito, è rimasta in piedi davanti al letto d`ospedale del marito che ormai aveva perso ogni conoscenza. Quando tre anni prima il marito era stato ricoverato, i medici avevano detto alla moglie che il marito sarebbe morto dopo qualche giorno. Invece, grazie, credo io, al grande affetto di questa moglie per il marito, il marito sia vissuto per altri tre anni.

Questa donna ha preso il battesimo con il marito proprio tre anni fa, quando il marito era stato ricoverato in ospedale. Questo ci fa capire come la Grazia e l'Insegnamento cristiano siano la forza per vivere l'amore all'interno delle famiglie. Penso che la missione in Giappone si giochi anche su questo punto fondamentale. Annunciare come ha fatto Gesù il vangelo dell'Amore come stimolo per ricreare quei legami famigliari che oggi si stanno perdendo. La missione in Giappone deve avere come punto di riferimento la famiglia e qui incentrare la sua evangelizzazione perchè abbia effetto anche su tutta la società. Missione “nella famiglia” e missione “con la famiglia” sono termini essenziali con cui dobbiamo svolgere la nostra missione in Giappone e con cui possiomo entrare in dialogo con questa società complessa, ma ricca di valori.


P.Ferruccio

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